Qualche tempo fa in libreria ho trovato questo libricino dal titolo accattivante: “Trattatello sulla maniera di scongiurare gli spiriti. Un’antica metafora alchemica sotto forma di esorcismo”.
In realtà non si tratta di una vera e propria metafora alchemica e nemmeno di un esorcismo visto e considerato che non si parla di possessioni e di demoni. Il testo è piuttosto un quaderno di appunti di un mago settecentesco che scrive formule di evocazione e di consacrazione rivolte soprattutto a due angeli: Saal Jah e Sitael.
Il libro presenta il testo originale, scritto a mano e in corsivo e in lingua
francese, con a fronte la traduzione italiana. È una lettura affascinante e che sicuramente può dare spunti di riflessione a chi si interessi di argomenti legati al mondo della spiritualità e della magia. Molto meno interessante invece lo è per chi sia alla ricerca di rituali operativi da provare nell’intimità della propria casa. I rituali del libro sono incompleti, sia perché l’autore accenna a rituali da compiere prima o dopo senza però descriverli (essendo un testo scritto per uso personale non scrive ciò che per lui è scontato), sia perché alcune parti del testo sono illeggibili a causa dell’usura delle pagine. Inoltre le ritualità descritte sono rivolte soprattutto a sacerdoti cristiani (e cattolici in particolare). Chi sacerdote non è avrebbe sicuramente delle difficoltà a metterli in atto.
Il testo è corredato da una precisa, dotta ma scorrevole introduzione ad opera di Paolo Scopelliti, curatore dell’edizione, che oltre a descrivere l’origine del testo stesso (ritrovato nella biblioteca parigina dell’Arsenal), dà anche un quadro generale sulla teurgia a cui fa riferimento l’autore nel descrivere i rituali. Scopelliti cita diversi esperti esoteristi del passato per dare al lettore un panorama dell’argomento.
Il libro, stampato per i tipi della casa editrice Mimesis, è da leggere e da avere, anche solo come curiosità.
Qui trovate la versione audio del post letta da Luca Grandelis!
