Eccovi la recensione dell’ultimo libro che ho letto. Trovate l’audio della recensione letta da Luca Grandelis cliccando sul link qui sotto.
Recensione audio de “Il Vangelo di Pompei”
Il quadrato magico è un enigma vecchio di duemila anni che continua ad affascinare. È un semplice quadrato diviso in venticinque caselle, cinque per lato, con all’interno una frase semplice eppure enigmatica: Rotas Opera Tenet Arepo Sator. La frase è palindroma, è cioè
identica sia se la si legge dall’inizio alla fine sia che la si legga al contrario. E una volta disposta nel quadrato, la cosa si ripete anche in senso verticale.
Da sempre molti studiosi, mistici, esoteristi hanno cercato di comprendere il messaggio di questo antico simbolo, con tutta probabilità di origine cristiana. La cosa non è semplice. La frase infatti non ha un vero e proprio senso compiuto. La traduzione più diffusa è “Il contadino Arepo guida con fatica le ruote” ma non è convincente. Tanto per cominciare Sator può significare contadino, ma non era certo il termine più adatto. Letteralmente sarebbe infatti “seminatore” e viene spesso usato anche nel senso di “padre” o di
“autorità”. Inoltre il termine Arepo non esiste in latino, lingua usata dal quadrato magico. Ci si vorrebbe, secondo la traduzione, vedere un nome proprio, ma questo nome non esisteva a Roma.
Se la frase così com’è non ha molto senso, il suo anagramma sembra averne di più. Se mettiamo infatti la N al centro (unica lettera singola della frase) possiamo scrivere due volte “Pater Noster” formando una croce. Avanzano due A e due O che poste ai capi della croce rappresenterebbero l’inizio e la fine, l’alfa e l’omega dell’Apocalisse di Giovanni.
Tutto ciò sembra però non convincere Roberto Pascolini, autore del libro “Il
Vangelo di Pompei”. Il titolo prende spunto dal più antico quadrato magico conosciuto, ritrovato, appunto, a Pompei e sicuramente quindi risalente a prima del 79 dopo Cristo.
Pascolini analizza le versioni tradizionali sottolineando come il “Pater Noster” non facesse parte della mentalità romana dell’epoca. Se il messaggio è in latino, deve essere rivolto ai romani e quindi sarebbe assurdo scrivere una cosa che i romani stessi non avrebbero compreso. Secondo lui il quadrato non va anagrammato nella sua interezza ma analizzato parte per parte. Si scoprono così una serie di frasi semplici ma forti, potenti, che trasmettono un messaggio completo e coerente, un intero nuovo “Vangelo”.
L’analisi si spinge molto a fondo, pur senza dare per assolutamente certe le deduzioni. E attraverso il messaggio del quadrato e i documenti storici dell’epoca, Pascolini giunge a una teoria interessante. Risulta infatti che le persecuzioni ai cristiani non furono così lineari e semplici come si crede. L’imperatore Tiberio, sotto il cui regno Gesù visse, usò tutta la sua autorità per impedire al senato romano di condannare il cristianesimo. Nelle alterne fortune del cristianesimo l’autore vede uno scontro di visioni tra il potere e il nuovo messaggio di libertà. Il “Sator” infatti sarebbe proprio il senato, messo come ultima parola, a significare che è negativo, nemico del Vero e dello spirito poiché tutti siamo uguali. Non a caso, secondo l’autore, il quadrato ricompare nel mondo medioevale invertito, con la parola Sator in cima. L’inversione sarebbe stata fatta proprio per eliminare la pericolosità del messaggio e rimettere l’autorità terrena, quel senato nel frattempo divenuto gerarchia ecclesiastica, in cima alla scala gerarchica.
Ma torniamo al quadrato. La prima cosa che Pascolini nota è la centralità della N, lettera che a suo parere richiama il mare e la navigazione. E proprio a immagini marittime si rifanno anche altre frasi da lui trovate. Si tratterebbe di una sorta di codice, di gergo con cui il messaggio è veicolato per immagini. La N è la lettera centrale del quadrato, l’unica sola. Essa rappresenta il Centro, l’Uno e contemporaneamente dà una chiave di lettura. E dalla N si diparte il più importante simbolo che troviamo nel quadrato: una croce i cui bracci sono la parola Tenet scritta in orizzontale e in verticale. Tenet significa “tiene”, “regge”, “domina”. Quale miglior modo per rappresentare l’emanazione di Dio? Ma la croce ha due sensi. Se infatti l’emanazione procede dalla N verso l’esterno, l’uomo può risalire dall’esterno alla N.
oltre alla croce, l’autore ritrova un cerchio interno (incentrato sempre sulla N), quattro quadrati più piccoli e due triangoli che esprimono diversi messaggi tra loro uniti e coerenti. Insomma, le tesi di Pascolini hanno un fascino che spinge a valutarle attentamente. Diversamente da come accade spesso davanti a queste cose, le tesi reggono a una valutazione logica. Il che non significa che siano giuste. Non sappiamo e forse non sapremo mai con certezza cosa voleva esprimere l’antico autore del quadrato. Non sappiamo nemmeno chi l’ha inventato, anche se lo studioso un’ipotesi ce l’ha, e piuttosto forte direi! Ma non voglio rovinarvi la sorpresa e vi consiglio quindi di leggere questo libro interessante e avvincente.
“Il Vangelo di Pompei” è un testo ben scritto, scorrevole e divertente. Lo stile è semplice e fa intuire la passione autentica dell’autore per l’argomento. Da leggere.










